La comunicazione efficace e il conflitto

La comunicazione efficace in un mondo sempre più complesso e pieno di conflitti dovuti all’incomprensione con l’altro è la soluzione a tanti problemi della nostra vita quotidiana, in cui siamo tutti connessi ma allo stesso tempo distanti e non riusciamo a comunicare veramente con l’altro.

Una soluzione, possibile ed auspicabile, sarebbe improntare tutte le relazioni al dialogo, modalità che non solo apre alla possibilità di creare sinergie e nuove opportunità in un clima sempre gradevole, ma consente anche di gestire in modo ottimale eventuali contrasti, impedendo che arrivino a sfociare in conflitti.

Al di là del carattere di ciascuno, esistono modalità che aiutano una comunicazione piacevole e fluida e altre che invece la ostacolano e portano le persone ad irrigidirsi, condizione che necessariamente vanifica qualsiasi tentativo di accordo o quantomeno rende più lungo e difficoltoso il percorso per raggiungere l’obiettivo.

Quando non si riesce ad esprimere una comunicazione efficace si rischia di generare un conflitto che porta all’insorgere di diverse problematiche:

  • Alimenta i contrasti: crea in un attimo fossati che possono rimanere per molti anni.
  • Un problema specifico tende a generarne di nuovi anche peggiori, in modo esponenziale.
  • Facilmente viene perso di vista l’obiettivo iniziale, che non trova soluzione e ciascuno risponde ai “colpi” dell’altro progettando la propria vendetta in una spirale senza fine.
  • Un crescendo polemico in cui l’obiettivo diventa danneggiare il più possibile l’altro.
  • Stati d’animo di collera, umiliazione, risentimento, odio, desiderio di vendetta.

La capacità di dialogare in modo costruttivo dipende molto dalla capacità di ascolto dell’altro e da quella di comprenderne il punto di vista: parliamo dell’attitudine a “sapersi mettere nei panni dell’altro”, per usare un linguaggio noto, che permette più facilmente di trovare una comunicazione più adeguata ad ogni specifico interlocutore e di ottenere le risposte attese.

Un altro elemento fondamentale da considerare è l’enorme potenziale del linguaggio non verbale: la parte preponderante della comunicazione, quella che incide profondamente sulla qualità della relazione e che interviene sul grado di disponibilità dell’interlocutore e dunque sulle prospettive presenti e future di tale relazione, sia essa sul piano professionale che personale.

Quello che per lo più accade è che questo potenziale venga invece del tutto ignorato e adoperato in modo causale: spesso anche con risultati comunque soddisfacenti, molte altre volte invece si rischia di inviare messaggi contraddittori con quanto si stia affermando verbalmente o anche di risultare fuori sintonia con l’interlocutore che, a livelli estremi, potrebbe addirittura non vedere l’ora di liberarsi da una posizione percepita come molto scomoda.

Questi rischi possono essere evitati grazie all’uso sapiente di alcune tecniche di comunicazione, aumentando così la nostra autorevolezza ed autostima e diminuendo i conflitti.

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Per approfondire:

PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA Watzlawitcz, Beavin e Jackson, Astrolabio

IMPARARE AD ASCOLTARE Burley-Allen, Franco Angeli

COMUNICAZIONE E PERSUASIONE Cavazza, Il Mulino

IO HO TORTO TU HAI RAGIONE De Bono, Sperling&Kupfer

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