Recentemente è apparso un libro di Kevin Ashton “How to fly a horse: the secret history of creation, invention and discovery”, in cui tra le altre si sostiene una tesi molto intrigante: Il brainstorming è solo uno spreco di tempo.
Questa tecnica creativa di gruppo per trovare nuove idee in realtà non funziona, sostiene Kevin Ashton.
Probabilmente ha ragione (sulla base di una serie di evidenze empiriche, che volendo potete divertirvi a leggere nel suo libro), eppure quando l’ho letta mi sono sentito un po’ infastidito…
E non capivo bene perché.
Poi il caso e la necessità mi hanno aiutato: ci ho dormito sopra…
Per preparare un corso ho dovuto rispolverare Lewin e gli esperimenti per convincere le massaie a cucinare frattaglie , e poi ho ricordato un detto: “Da soli si va veloce, Insieme si va lontano”.
E credo, anzi ho sperimentato, che l’utilità del brainstorming non è tanto nella creazione efficiente di nuove idee, quanto nella collaborazione e coinvolgimento che stimola, rendendo il risultato di tutti, invece che di un inventore.
Con le conseguenze positive che da questo derivano.
Quindi il brainstorming come strumento di coinvolgimento e motivazione di un gruppo?
E per avere varietà e quantità di idee, spunti, contributi?…
Un brainwriting! 🙂

Che ne pensate?

Ad Meliora!