La lingua che si parla è la caratteristica più importante per definire l’appartenenza ad una nazionalità, molto più del luogo di nascita, dei costumi e tradizioni o della religione che si professa.
Non è l’opinione di un filosofo o di un politico, più o meno condivisibile, è l’evidenza empirica di una ricerca.

Le implicazioni di questo dato sono, secondo noi, ricche di conseguenze e comprovano altre evidenze empiriche sulla comunicazione interpersonale come elemento di sviluppo personale.

Questa evidenza, forse banale per qualcuno, emerge da una ricerca del PEW Research Centre di Washington condotta in diversi paesi del mondo (Giappone, USA, Australia, Canada, e 10 paesi europei).

La domanda posta ad un campione rappresentativo di cittadini del paese era: Essere nato nel nostro paese/Parlare la nostra lingua/Praticare la religione dominante nel paese/Condividere costumi e tradizioni nazionali…
….è molto importante per essere realmente italiano/americano/tedesco…etc…

Ben il 77% in media nei 10 paesi europei hanno dichiarato che parlare la lingua è molto importante per essere realmente parte del popolo di quel paese.

Il paese con il valore più basso è stato il Canada con il 59%.
Nessuna altra risposta ha ottenuto valori simili.

Questo dato porta a riflettere sull’importanza del modo di parlare come elemento di appartenenza ad un gruppo, cioè sull’essere riconosciuti come più o meno simili da altri in base al modo in cui parliamo.

Se questo ragionamento fila, allora il nostro linguaggio è l’elemento più importante per avvicinarsi agli altri e far parte di un gruppo in generale, non solo per quanto riguarda l’identità nazionale.
Ovviamente il nostro linguaggio non è solo la lingua, ma anche altro: i termini che utilizziamo, gli aspetti paraverbali e non verbali. Pensiamo all’accento, al modo di vestire, al tono ed al volume, ai riferimenti ed ai sottintesi impliciti su cu si basa il nostro discorso.

Approfondire questi elementi è la chiave per poter entrare in relazione con gli altri e condividere concetti, idee, opinioni…Lo credevamo già, la ricerca ce lo conferma: Il modo in cui comunichiamo definisce il gruppo cui apparteniamo…E quindi l’ascolto e le risposte che otterremo?

Buona riflessione…Ad Meliora!