Effettivamente qualcosa succede quando si tiene a mente un concetto e si prova a verificarne la ricaduta nell’esperienza quotidiana.
Riflettendo su alcune esperienze vissute durante le ferie credo valga la pena di condividere cosa succede fidandoci un po’ meno della nostra mente, o al contrario quando ci fidiamo troppo…
Ed ecco la mia esperienza estiva.
In uscita da un paese dell’appennino dauno, Orsara in provincia di Foggia, chiedo ad un anziano indicazioni per raggiungere l’agriturismo dove avremmo dormito. Il signore in un italiano fortemente caratterizzato mi dice di andare dritto e girare alla prima a destra, dopo qualche km in campagna. Appena partito inserisco l’indirizzo nel navigatore, perché non mi sentivo sicuro…Volevo una conferma… E poi si sa 2 è meglio di 1 no? No.
Seguendo il navigatore, che ha soppiantato nella mia mente le informazioni ricevute dal vecchietto, sono arrivato senza perdermi, ma…Ho impiegato il triplo del tempo…E l’ho capito solo il giorno dopo quando ripassando per la stessa strada, con libera mente, ho visto la strada a destra consigliata dal vecchietto ma non segnata dal navigatore…Ma il giorno prima avevo occhi solo per lui.
L’ansia di arrivare?
Il pregiudizio verso il dialetto, o l’anziano?
La sicurezza della tecnologia?
Insomma sarà stato un insieme di cose ma ho sbagliato perché ho ascoltato troppo la mia mente e non ho visto la realtà (la strada).

Paolo Vallarano