Si è da poco concluso il Team Building di avvio del progetto Community PRO.
Di seguito trovate due racconti di questa attività, fatti da 2 protagonisti del team che l’ha pensata e facilitata: un giovane educatore (Gabriele Tangerini) e un formatore senior (Paolo Vallarano).
Vederla da due punti di vista diversi, ci sembrava il modo migliore per raccontarla.

 

L’11 e 12 dicembre si sono svolte due giornate di team building per CittadinanzAttiva, in cui per la prima volta si sono incontrati i futuri “Attivatori Civici”, ossia i partecipanti al progetto Community PRO. Attraverso la formazione e la condivisione di esperienze sul campo, i partecipanti conosceranno gli strumenti per intervenire nella propria comunità in modo organizzato ed efficace.

Ma perché cominciare dal team building? A cosa serve un team building, in generale? Mi è capitato spesso di pormi questa domanda, e questa volta ho avuto le mie risposte, partecipando con Ad Meliora alla progettazione e allo svolgimento di queste due giornate.

Lo scopo generale è conoscersi: conoscere le persone, il progetto, la direzione intrapresa insieme, e soprattutto farlo in un modo che sia generativo, che attivi i partecipanti e crei un senso di coesione. Così, l’organizzazione della giornata passa da quella di una sorta di seminario a qualcosa di più simile ad una piazza viva e trafficata.

C’è musica, i tavoli sono disposti in cerchio, saltano le presentazioni “ufficiali” in apertura e si comincia dalle domande dei partecipanti, lasciando che sia il confronto a definire le priorità della giornata. Ecco, due cose mi hanno colpito: il confronto e la gestione del tempo.

Sono esattamente il tipo di persona che fa riferimento alle scalette, altrimenti perché farle, penso io. Eppure durante le due giornate le scalette sono cambiate molto e ho imparato qualcosa di nuovo che provo a condividere: quando si attiva un confronto, questo diventa la cosa più preziosa. Il confronto valorizza le esperienze, fa emergere diverse prospettive e apre nuovi scenari, e questo ha dato vita a due giornate centrate sul dialogo, lo scambio e l’arricchimento, che non sarebbe mai stato possibile racchiudere in nessuna scaletta.

Grato di questa nuova prospettiva, auguro a tutti gli attivatori civici di continuare con questo passo e lavorare nelle proprie comunità con lo stesso clima di scambio, dialogo e arricchimento che ha caratterizzato queste due belle giornate.

Buon percorso a tutti!

Gabriele Tangerini

 

Metti circa 50 persone, di tutte le età (dai 70 ai 18), di tutte le provenienze (dalle Alpi alla Sicilia) di cultura e retroterra diversi, che hanno in comune il fatto di essere stati selezionati come attivatori civici.
Cioè che significa? Ecco appunto, un ulteriore elemento di complicazione: in cosa consiste questo ruolo misterioso?
Insomma, una sfida complessa ma di valore, perché Community PRO, il progetto in partenza ha l’obiettivo di realizzare una ventina di interventi di attivazione civica su 20 diverse comunità locali in Italia!

Per arrivare a realizzare tutto ciò bisogna partire, mettendo insieme queste persone, facendogli capire il progetto, coinvolgendole e, appunto, attivandole, rispetto al progetto da realizzare. Ognuno con il suo bagaglio di esperienze, convinzioni, curiosità, timori.

Allora, come fare? Abbiamo pensato ad un Team Building in cui fossero protagonisti attivi di un esercizio maieutico: rispondendo alle loro domande, perplessità, desideri, timori e speranze rispetto al progetto stesso sono stati presentati i contenuti del progetto.

Per riuscire a fare questo abbiamo dovuto, prima di tutto affrontare i nostri timori: di non avere il controllo dei contenuti, di non riuscire a guidare la comprensione, l’apprendimento, di trovarci davanti persone poco disponibili a condividere le loro considerazioni.

E invece… E’ stato un fiume in piena di energie, che hanno animato la giornata e permesso approfondimenti inimmaginabili, così come le considerazioni che emergono dalle teste di molti vanno ben al di là della fantasia più sfrenata di qualsiasi progettista di formazione.
Il successo è testimoniato dai feedback lasciati sulla lavagna a fogli mobili alla fine delle giornate.

Feedback raccolti, badate bene, dopo aver mostrato ai partecipanti circa 3 slides di contenuti in 6 ore di attività, e ricevuto da loro circa 50 domande, rispondendo alle quali si è compreso, approfondito, esplorato, il progetto ed il contributo che ciascuno era chiamato a dare.

Portando a casa, crediamo, sempre in base ai feedback finali, la consapevolezza di essere un gruppo variegato e motivato, con di fronte una sfida non semplice.

Una sfida in cui l’iniziativa e l’azione di ciascun attivatore sarà determinante per riuscire a mettere in moto tutte le competenze, locali e centrali, che permetteranno di realizzare interventi di valore con le comunità e per le comunità.

Siamo orgogliosi di aver contribuito alla partenza di tutto ciò!

Paolo Vallarano

 

Ad Meliora!